Sul versante sinistro della Maggia, in posizione protetta ed affacciata sulla valle, alcuni edifici ed un piccolo nucleo storico punteggiano un contesto, già citato come i "Monti dei Ronchini" nella Carta Doufour, altrimenti contraddistinto da spazi liberi e vegetazione.
A caratterizzare in particolare il versante nel quale il progetto si pone è la presenza piuttosto marcata di muri di confine eseguiti in pietra a vista di altezza variabile. Questi definiscono le proprietà e qualificano gli spazi pubblici e gli spazi privati, diventando un tema riconoscibile per questa parte di Aurigeno.
I fondi in questione sono anch'essi fiancheggiati da muri in pietra, che di fatto delimitano la villa di proprietà sull’intero perimetro, e in particolar modo a ridosso del piccolo nucleo di edifici un tempo a carattere rurale, che guardando verso monte disegnano il panorama.
Il progetto trova le sue radici in questi aspetti e propone un edificio discreto ed esteso, a disegnare una nuova "quinta” per la villa ottocentesca presente a valle. Questo si pone a cavallo di un leggero declivio del terreno che permette lo sviluppo di due piani verso sud affacciati sulla valle ed un unico piano verso nord, a ritrovare l’altezza del muro di cinta. Su questo fronte l’edificio disegna così un cortile comune, quale spazio di ritrovo e di condivisione.
Attraverso questo patio, cinque case trovano i loro accessi pedonali e veicolari privati, che conducono all'interno. Una scala interna permette di sfruttare i due livelli e di raggiugnere i giardini disegnati in continuità con la proprietà posta a valle. Un muro a secco in pietra delimita i giardini dei diversi fondi.